E’ una nebbia che mi isola e allontana dagli altri,
una coltre che mi nasconde dalle piroette cangianti,
dalle imprevedibili eruzioni di luce di voi,
deliziose creature.
E mentre ballate
in questo cosmo pieno di musica,
dove regna un’armonia nascosta e pericolosa,
io vago come un fantasma in esilio
fra le glaciali torri dei miei desideri.
Non riesco a sfiorare ciò che vorrei sfiorare,
non riesco a cambiare la carta d’identità della mia diffidenza;
come posso quindi nuotare nel tuo odore,
che sa di buono,
che sa di lontano.
E quando in me si scioglie il tuo viso,
e i tuoi capelli si intrecciano alle mie viscere,
come delicati filamenti di universo,
non posso che rannicchiarmi quieto negli angolini innocui della mia vigliaccheria…
…dopodiché sparire.
JaC
