Le oscillazioni del colore castano fra la folla di un pub alle nove di sera

 

E’ una nebbia che mi isola e allontana dagli altri,

una coltre che mi nasconde dalle piroette cangianti,

dalle imprevedibili eruzioni di luce di voi,

deliziose creature.

E mentre ballate

in questo cosmo pieno di musica,

dove regna un’armonia nascosta e pericolosa,

io vago come un fantasma in esilio

fra le glaciali torri dei miei desideri.

 

Non riesco a sfiorare ciò che vorrei sfiorare,

non riesco a cambiare la carta d’identità della mia diffidenza;

come posso quindi nuotare nel tuo odore,

che sa di buono,

che sa di lontano.

 

E quando in me si scioglie il tuo viso,

e i tuoi capelli si intrecciano alle mie viscere,

come delicati filamenti di universo,

non posso che rannicchiarmi quieto negli angolini innocui della mia vigliaccheria…

 

…dopodiché sparire.

JaC

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